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	<title>PClCALABRIA.IT :: Partito Comunista dei Lavoratori :: Sito Regionale Calabrese</title>
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		<title>Ricostruiremo il Cartella, più bello e più grande di prima!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 22:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Costruire l'aternativa]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l’incendio del c.s.o.a. Cartella una manifestazione a Reggio Calabria il 26 maggio e una campagna per ricostruirlo più bello...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Dopo l’incendio del c.s.o.a. Cartella</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>una manifestazione a Reggio Calabria il 26 maggio</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>e una campagna per ricostruirlo più bello e più grande di prima</strong></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/devasto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1591" title="devasto" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/devasto.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a><span id="more-1590"></span></p>
<p style="text-align: center;"><em>(Comunicato stampa del C.s.o.a. Cartella)</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non ci poteva essere sveglia più triste a buttarci giù dal letto ieri mattina. La notizia che la struttura, che per dieci anni ci ha visto discutere, lavorare, creare, cantare, suonare, crescere, stava andando letteralmente in fumo è stata un pugno allo stomaco, un colpo tremendo. La vista poi di quelle pareti di cemento rimaste in piedi, mentre tutto quello che c’era dentro, sopra, di lato, era stato trasformato in cenere e detriti contorti dal calore, è stato il colpo del definitivo Knock Out.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma presto il senso di smarrimento, di confusione, è stato spazzato via dall’incredibile fiume di solidarietà che ci ha sommerso: dal quartiere, dalla città, dall’Italia tutta è stato un continuo chiamare, chiedere, offrire braccia, mezzi, soldi. Un abbraccio talmente caloroso da ridarci immediatamente forza, voglia, combattività. Una vicinanza talmente eterogenea quanto sincera, da essere per noi più legittimante di qualsiasi carta bollata, figlia del riconoscimento del lavoro svolto in questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">“Ricostruire il Cartella, più bello e più grande di prima”, abbiamo detto nel corso di una partecipatissima assemblea, tenutasi ieri pomeriggio, vicino a quelle macerie ancora fumanti. Lo ricostruiremo noi, come abbiamo sempre fatto, con l’aiuto di tutti quelli che sono al nostro fianco, di tutti quelli che dalla Val di Susa a Palermo, dal Friuli alla Puglia, ci stanno dicendo di essere pronti a sostenerci in qualsiasi modo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo ricostruiremo perché non abbiamo alcuna intenzione di arrenderci a chi, con questo vile atto, pensa di poter chiudere la nostra esperienza, e soprattutto distogliere il nostro impegno politico. Se la mano che ha compiuto questo vile atto è facilmente individuabile nella bassa manovalanza fascista e mafiosa, purtroppo sempre numerosa in questa città, la mente è per noi da individuare nella tanto famosa area grigia, in tutti quei gruppi affaristici, di interesse, che considerano questo territorio una enorme speculazione, e le casse pubbliche bancomat privati. Vorrebbero che tutti i nostri sforzi si riversassero sulla difesa degli spazi, sullo scontro ideologico e sull’antifascismo, senza preoccuparci più della privatizzazione dei servizi pubblici, della svendita del territorio a fini speculativi, della tremenda crisi economica e soprattutto sociale in cui versa la nostra città. Se il fine è questo, hanno sbagliato di grosso!</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Cartella è stato ferito sì, ma è vivo e vegeto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo verificando le condizioni per una manifestazione contro ogni tentativo di far chiudere questa esperienza, per la difesa degli spazi sociali, da tenersi sabato 26 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo vagliando, insieme ai nostri tecnici e legali, le modalità per avviare al più presto la ricostruzione della struttura fortemente danneggiata, che sarà sostenuta dal lancio di una campagna nazionale di solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, confermiamo tutte le iniziative già programmate, e diamo appuntamento a tutte e tutti per sabato 19 maggio, per la chiusura delle tre giornate contro l’omofobia che l’ArciGay e gli altri promotori hanno deciso di far tenere al Cartella, e i cui proventi andranno nella cassa di solidarietà per la ricostruzione.</p>
<h2 style="text-align: center;"><em>&#8220;Voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo</em></h2>
<h2 style="text-align: center;"><em>Potrete tagliare tutti i fiori, ma non fermerete mai la primavera</em>&#8220;</h2>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 399px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><em>(Comunicato Stampa del C.s.o.a. Angelina Cartella)</em></div>

                            <div id="aspdf">
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		<title>Quattro risate su chi ha incendiato il C.S.O.A. Cartella di Reggio Calabria</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 12:15:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi]]></category>
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		<category><![CDATA[Solidarietà]]></category>
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		<description><![CDATA[(15maggio) &#160; Quando si viene a sapere che un posto come il Centro Sociale Angelina Cartella è stato incendiato, la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: right;"><em>(15maggio)</em></div>
<div style="text-align: right;">
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si viene a sapere che un posto come  il Centro Sociale Angelina Cartella è stato incendiato, la prima  reazione è sicuramente la rabbia.<br />
Chi conosce il Cartella sa che è un presidio di democrazia vitale  nella città di Reggio Calabria ed in tutta la regione, un luogo dove la  democrazia partecipativa è il pane e l&#8217;organizzazione sociale è l&#8217;acqua.  Un luogo che, se fosse clonabile, farebbe bene alla nostra regione,  rafforzando la lotta al malaffare, alla corruzione, alla &#8216;ndrangheta e  ad una classe dirigente inetta e scellerata.<br />
Di certo non è semplice contenere questa rabbia, ma a conti fatti ci  si può fare quattro risate sopra. Se il gruppo di imbecilli che ha  agito questa notte pensava che sarebbe bastata un po&#8217; di benzina ed un  fiammifero per cancellare quanto in questi dieci anni il Cartella ha  costruito, allora si sbagliavano di grosso.<br />
Insieme a tutti coloro che hanno marciato insieme al collettivo del  CSOA reggino non perderemo tempo: ricostruiremo il Cartella mattone per  mattone, fino all&#8217;ultimo manifesto da attaccare alle pareti.<br />
Non temano i bifolchi ed i loro eventuali mandanti, di certo  politici: non ci vorrà molto tempo. Quando avremo finito brinderemo alle  loro azioni, le quali avranno semplicemente dato la possibilità di  dimostrare quanta solidarietà e forza ci sia intorno non ai luoghi, ma  alle idee ed alle lotte che il Centro porta avanti.<br />
Noi stavamo con il Cartella prima, continueremo a farlo a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
</div>
<div>
<p style="text-align: right;"><strong>Partito Comunista dei Lavoratori &#8211; Sezione di Cosenza &#8220;Adolfo Grandinetti&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: right;"><span id="more-1581"></span></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/cartella1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1585" title="cartella" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/cartella1.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a></p>
</div>

                            <div id="aspdf">
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		<title>Le elezioni in Grecia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(13 Maggio 2012) &#160; Traduzione dell&#8217;articolo di Savas Michael-Matsas apparso sull&#8217;ultimo numero di Prensa Obrera &#160; L’ira popolare contro la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>(13 Maggio 2012)</em></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Traduzione dell&#8217;articolo di Savas Michael-Matsas apparso sull&#8217;ultimo numero di Prensa Obrera</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’ira popolare contro la brutale austerità imposta alla Grecia da Unione Europea, Banca Centrale Europea e FMI è esplosa nelle elezioni parlamentari anticipate del 6 maggio, che hanno portato ad una schiacciante ed umiliante sconfitta dei due partiti della borghesia al potere, quello di destra Nuova Democrazia (ND) ed il “socialista” Pasok, così come di tutti i servi neoliberali del Memorandum della troika. I due partiti che hanno governato il paese per decenni, dopo la caduta della dittatura militare nel 1974, ND e il Pasok, si sono ridotti ad una patetica minoranza, visto che insieme assommano a meno di un terzo dei voti. Per la prima volta, dopo oltre mezzo secolo, un partito di sinistra, il riformista Syriza, con la sua retorica radicale anti-Memorandum e lo stile movimentista, è stato catapultato, a livello nazionale, in seconda posizione divenendo l’opposizione ufficiale nel paese ed il partito più grande ad Atene, la regione della capitale, in Tessalonica , e nelle principali città delle provincie. Si ha una svolta evidente verso sinistra della maggioranza della popolazione.<span id="more-1573"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Disgraziatamente, la miseria sociale, la polarizzazione delle disuguaglianze e l’umiliazione nazionale – per non citare la cecità politica e la compiacenza elettoralistica del riformismo, dello stalinismo, e del centrosinistra &#8211; sono divenuti anche un terreno fertile per la demagogia nazionalista di estrema destra che ha portato ad una crescita spettacolare, non solo del gruppo di estrema destra “Greci Indipendenti” (una scissione di ND), ma soprattutto del partito apertamente neonazista “Alba Dorata”, che è balzato dalle poche migliaia di voti del 2009 a quasi mezzo milione nel 2012, entrando per la prima volta in Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, oltre al trionfo elettorale di Syriza, si è avuto un relativo aumento dei voti a favore della maggioranza dei partiti di sinistra. Il KKE stalinista, nonostante abbia guadagnato alcune migliaia di voti in più, ha perso la sua primazia egemonica tra i partiti di sinistra ed è piombato dal terzo posto, che tradizionalmente occupava tra gli altri partiti parlamentari, al quinto. Le perdite maggiori per il KKE sono state nelle zone proletarie delle regione di Atene e in Tessalonica.</p>
<p style="text-align: justify;">In primo luogo, gli stalinisti hanno pagato il prezzo del loro rozzo settarismo e della volgare ostilità nei confronti di tutte le altre forze di sinistra e contro tutto il movimento sociale o di ribellione popolare che non potevano porre sotto il proprio controllo burocratico (ad esempio hanno denunciato la rivolta del dicembre 2008 come una cospirazione della CIA; hanno anche svolto il ruolo di polizia per difendere il Parlamento dalla furia popolare durante lo sciopero generale dell’ottobre 2011; hanno separato le proprie forze dal grande concentramento di un milione di persone che protestavano contro il secondo Memorandum in Piazza Sintagma, ad Atene, il 12 febbraio 2012, ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">Però c’è un’altra ragione molto importante della loro sconfitta rispetto a Syriza. Nella Grecia in default, la crisi del regime ha posto in maniera urgente in agenda la questione del potere. Il KKE ha avanzato vagamente la parola d’ordine del “potere popolare dei lavoratori” e della “socializzazione dei monopoli”, ma come possibilità remota in un futuro molto lontano perché, ora, secondo quanto affermano gli stalinisti, “le condizioni oggettive ed i rapporti di forza non sono ancora maturi”. Al contrario, Syriza, ha posto la necessità immediata di “un governo della sinistra” (ma non di un rovesciamento rivoluzionario del regime borghese e dello Stato). Lo slogan del “governo di sinistra” ha ottenuto una grande risposta, malgrado la sua vaghezza e l’occultamento della natura di classe del potere dello Stato. (Tsipras, il giovane leader di Syriza, ha anche citato come un esempio da seguire il precedente tragico del governo di Allende in Cile, difendendo anche la linea del Fronte Popolare della Comintern nel decennio degli anni ’30). Ciononostante, come in precedenza con la richiesta di un regime di democrazia diretta durante il movimento delle occupazioni delle piazze nel 2011, la risposta popolare alla prospettiva di un governo della sinistra non riflette solo un’illusione pericolosa, ma anche una maturazione delle condizioni oggettive nella coscienza sociale delle masse per un potere alternativo dal basso contro coloro che governano in alto. È un riflesso distorto e contradditorio della necessità immediata di una lotta per il potere della classe operaia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’EEK trotskista mentre criticava con forza la linea di fronte popolare dello slogan “governo di sinistra” e segnalava i suoi pericoli, proprio considerando i tragici precedenti in Spagna, Cile e Grecia, ha insisto sulla necessità urgente di una soluzione socialista rivoluzionaria alla crisi capitalista, attraverso il rovesciamento del regime capitalista e l’istituzione di un governo rivoluzionario dei lavoratori e del potere dei lavoratori, come passo verso gli Stati Uniti Socialisti d’Europa, che saranno costruiti sopra le rovine dell’Unione Europea imperialista. Il nostro partito ha aumentato leggermente i propri voti in ogni distretto in tutto il paese, specialmente nelle zone proletarie della capitale e delle principali città, ma la cosa più importante è che ancor di più si è sviluppata la sua influenza politica e organizzativa tra le avanguardie dei lavoratori e della gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;">I maoisti del KKEml e della ML-KKE, nonostante questa volta, dopo decenni, avessero unito le proprie forze in un blocco comune, hanno ottenuto meno voti della somma dei voti di entrambi i partiti nelle elezioni precedenti. La moderazione del loro programma politico, limitato solo alla difesa contro gli attacchi dell’austerità ed alla difesa dell’indipendenza nazionale, non ha trovato grande risposta in un ambiente sociale radicalizzatosi molto negli ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Antarsya, il “Fronte Ampio anticapitalista” di dieci organizzazioni centriste, ha aumentato i propri voti rispetto alla precedenti elezioni parlamentari del 2009, ma è arretrato a livello nazionale rispetto alle elezioni regionali del 2010, e cade da più del 2% a poco più dell’1%. Siccome i leader di Antarsya avevano coltivato le più infondate illusioni sul loro “ingresso sicuro in Parlamento con otto deputati anticapitalisti” dopo aver fatto una campagna contro i loro concorrenti di sinistra, presentando come “un voto sprecato” quello all’EEK, ed inseguendo le peggiori tradizioni dell’elettoralismo, ora sono profondamente delusi per i risultati, ed sprofondano un’altra volta nella crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune delle organizzazioni di questo fronte anticapitalista stanno già guardando a Syriza, mentre altri, soprattutto il NAR (Corrente Nuova Sinistra) attribuiscono al loro “deficit nella strategia e nel programma” la ragione della sconfitta delle proprie aspettative elettorali. Questo “deficit” è già stato segnalato dall’EEK: Antarsya e il NAR fanno appello al rovesciamento del governo borghese, ma considerano “immature” le condizioni per avanzare la parola d’ordine del potere operaio; invocano (come fa anche l’EEK) un’ uscita dall’Unione Europea e dall’euro, ma ripiegano sull’isolamento nazionale rifiutando l’alternativa proposta dall’EEK di una lotta rivoluzionaria per l’unificazione socialista dell’Europa. Più di venti anni dopo la separazione dal KKE, il NAR continua a rimanere prigioniero del retaggio stalinista, in particolare in rapporto al Fronte Popolare ed alla prospettiva nazionalista.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna notare che la maggioranza di problemi strategici centrali di fronte alle posizioni del trotskismo e dello stalinismo nel XX secolo: la rivoluzione permanente contro il socialismo in un paese solo, il fronte unico dei lavoratori contro il fronte popolare di collaborazione di classe, la lotta contro il fascismo, il declino della democrazia borghese e la dittatura del proletariato, la necessità di un’ Internazionale rivoluzionaria, la questione dello Stato, i pericoli della burocrazia, ecc., hanno assunto una validità urgente in Grecia e sono discussi tra i settori più combattivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché in questo momento si fa estremamente difficile persino la formazione di un governo di coalizione in Grecia, e, infine, nuove elezioni fate al più presto non risolveranno il problema del potere, la crisi politica si intensifica nel paese e in tutta Europa. I problemi della strategia e della tattica rivoluzionaria, di un programma per la mobilitazione sistematica delle masse in preparazione della presa del potere da parte della classe operaia con l’appoggio delle masse impoverite, dell’organizzazione dell’avanguardia rivoluzionaria, sono più urgenti che mai.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Savas Michael-Matsas</strong></em></p>

                            <div id="aspdf">
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		<title>Sulle &#8220;tensioni sociali&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 14:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dal Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Tecnico]]></category>
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		<description><![CDATA[(13 maggio) Le “profonde tensioni sociali” che Mario Monti ipocritamente lamenta sono il portato di quella dittatura di banche e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>(13 maggio)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Le “profonde tensioni sociali” che Mario Monti ipocritamente lamenta sono il portato di quella dittatura di banche e Confindustria che il suo governo rappresenta come mai in passato. E&#8217; decisivo che quelle “tensioni” esplodano apertamente, in forma concentrata, in un grande movimento di massa, continuativo e radicale, capace di contrapporre alle classi dominanti e al loro governo la forza materiale del mondo del lavoro, dei precari, dei disoccupati. Infatti, l&#8217;esplosione sociale di una aperta ribellione di massa contro il governo, non è solo la condizione decisiva per strappare risultati a favore dei lavoratori, ma è anche l&#8217;unico vero antidoto alla disperazione individuale e alla follia di ritorno delle suggestioni terroriste: che non a caso si oppongono esplicitamente al movimento di massa confermando il proprio carattere antirivoluzionario (v. il documento FAI/cellula Olga).</p>
<p><span id="more-1569"></span></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; significativo che il ministro degli Interni Cancellieri già usi l&#8217;azione anarcoterrorista di Genova per invocare l&#8217;unità nazionale attorno al governo dei banchieri, annunciare l&#8217;uso dell&#8217;esercito, intimidire preventivamente ogni opposizione di massa. Altro che “paura del terrorismo” di quattro imbecilli declassati! L&#8217;unico evento di cui hanno davvero “terrore” è proprio l&#8217;esplosione di quella sollevazione sociale di massa che i terroristi irridono e disprezzano. L&#8217;unica che possa sbarrare la strada ai padroni. L&#8217;unica che possa liberare la via di un&#8217;alternativa vera per gli sfruttati.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre la CGIL revoca lo sciopero generale per coprire il PD; mentre tutte le sinistre politiche (SEL e FDS) si appellano a Di Pietro per negoziare insieme col PD, il Partito Comunista dei Lavoratori si batte in ogni lotta per la prospettiva della rivoluzione sociale e del governo dei lavoratori. Perchè “solo la rivoluzione cambia le cose”.</p>

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		<title>La “svalutazione” del Grillo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Governo Tecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[(12 maggio) Trascinato dal successo elettorale, Beppe Grillo si compiace, invaghito, delle attenzioni del Time, e comunica direttamente con la...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>(12 maggio)</em></p>
<p style="text-align: justify;">Trascinato dal successo elettorale, Beppe Grillo si compiace, invaghito, delle attenzioni del Time, e comunica direttamente con la stampa finanziaria internazionale. Ai suoi candidati locali impone l&#8217;autocensura mediatica, pretendendo per sé il monopolio della comunicazione pubblica (che le “odiate” TV gli hanno in realtà regalato per mesi, oltre ad averlo a suo tempo “inventato” con Pippo Baudo). E a sé rivendica la prima pagina di Bloomberg.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dire cosa? Per dire che “occorre uscire dall&#8217;Euro, tornare alla Lira, svalutarla del 50%, e così rilanciare le esportazioni italiane”. “Sarà un bagno di sangue, ma è l&#8217;unica via” assicura Beppe.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sappiamo misurare la “consistenza” di questo pronunciamento, provenendo da chi solo 5 mesi fa, quando Monti volava nei sondaggi, dichiarava di “non poter parlar male di Monti”, cioè del massimo sacerdote dell&#8217;Euro. Ma è indubbio che l&#8217;uscita di Beppe ha provocato un dibattito serio.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1566"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente tutti i partiti dei banchieri che hanno già tirato la volata elettorale al Grillo per mesi con il solo fatto di attaccarlo, non hanno perso l&#8217;occasione per rilanciare l&#8217;accusa di “incompetenza economica”, “irresponsabilità” ecc.  In particolare, un partito come il PD, che è nato per candidarsi a rappresentanza politica centrale del capitale finanziario (e che non a caso è sul libro paga del Monte dei Paschi) ha subito sentito il dovere di presentarsi come scudiero dell&#8217;Euro e della Unione Europea, denunciando Grillo come “inaffidabile”, e presentandosi come garante della “governabilità”.. del capitale. Tutto regolare.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi che invece non abbiamo altro interesse che quello dei lavoratori e degli sfruttati, che non abbiamo mai simpatizzato per Monti, che non abbiamo mai lodato il banchiere Profumo, muoviamo a Grillo un&#8217;obiezione opposta. Non quello di essere “inaffidabile” (a giorni alterni) per i banchieri e per gli industriali, ma di essere inaffidabile (sicuramente e sempre) per gli operai e la popolazione povera che le banche e gli industriali opprimono.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, un puro ritorno dell&#8217;Italia alla lira, una pura uscita dell&#8217;Italia dall&#8217;euro, DENTRO IL QUADRO CAPITALISTICO, comporterebbe in sé un salto ulteriore dell&#8217;impoverimento di salari e stipendi, una ulteriore polverizzazione dei risparmi dei ceti popolari, un&#8217;ulteriore mazzata sui costi dei servizi e sulle tariffe per la maggioranza della società italiana. Le classi dominanti potrebbero cavarsela come sempre: con le armi della speculazione, del traffico delle monete, dell&#8217;esportazione di capitali, e persino, in qualche caso, delle esportazioni più competitive care a Grillo (salvo la contraerea prevedibile delle misure protezioniste degli altri Stati capitalisti). Ma per i proletari sarebbe davvero “un bagno di sangue” come lo stesso Beppe si è lasciato scappare: perchè è sulle loro spalle che le classi proprietarie scaricherebbero l&#8217;intera operazione. Del resto: c&#8217;è da stupirsi se settori minoritari ma reali della borghesia, e proprio tra l&#8217;altro i loro ambienti più reazionari, vagheggiano da tempo la soluzione proposta dal Grillo? Basta sfogliare l&#8217;antologia della Lega Nord, per ritrovare la suggestione di un Italia capitalista (o di una ..”Padania” capitalista) affrancata dalla “tirannia dell&#8217;Euro” di Bruxelles. Per fare solo un esempio, Maurizio Belpietro ha ufficializzato il 12 Maggio la rivendicazione dell&#8217;”uscita dall&#8217;Euro” con un editoriale a tutta pagina sul proprio giornale reazionario “Libero” (finanziato dai faccendieri Angelucci). Alcuni circoli padronali  del Nord Est, in particolare, fortemente gravati dalla crisi, ma proiettati sui mercati asiatici e balcanici,  sognano la terra promessa del ritorno alla lira come occasione di propria ripresa e arricchimento. Cosa hanno a che fare le ragioni del lavoro con gli interessi di questi sfruttatori?</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;impostazione di Grillo va allora esattamente capovolta, se si vuole partire dagli interessi dei lavoratori. Solo una rottura anticapitalista, solo il rovesciamento della dittatura degli industriali e dei banchieri, solo un governo dei lavoratori e della popolazione povera, potrebbe fare i conti con l&#8217;Unione Europea, dal versante delle ragioni degli sfruttati e degli oppressi. Cancellando il debito pubblico verso le banche (con la salvaguardia dei piccoli risparmiatori); nazionalizzando le banche sotto controllo dei lavoratori e senza indennizzo per i grandi azionisti; unificando gli istituti di credito in una unica banca pubblica sotto controllo sociale; espropriando la grande industria e le grandi catene commerciali, sotto il controllo dei lavoratori; introducendo il monopolio del commercio estero; riorganizzando da cima a fondo l&#8217;intero funzionamento dell&#8217;economia e della società finalmente liberate dall&#8217;oppressione del capitale finanziario, e quindi libere di definire democraticamente un piano di scelte razionali suggerite dai bisogni della maggioranza. Certo, questo governo, e questo programma, romperebbero unilateralmente con l&#8217;Unione Europea delle banche, le sue imposizioni, i suoi fiscal compact, i suoi memorandum. E in questo quadro affronterebbe liberamente la scelta della moneta. Ma potrebbe fare tutto questo avendo tagliato le unghie al capitale in funzione della difesa dei salariati. Avendo tagliato alla radice il potere della speculazione dei ricchi contro i poveri. Avendo messo al posto di comando chi non ha mai comandato: i lavoratori e la popolazione povera. E muoverebbe da questa postazione conquistata per appellarsi, con la forza del proprio esempio, alla ribellione dei lavoratori di tutta Europa: in funzione di quella prospettiva di unificazione europea che gli Stati capitalisti, in perenne competizione tra loro, non sono in grado di realizzare (e neppure di perseguire, se non sulla pelle dei salariati), e che invece solo le classi lavoratrici rovesciando il potere degli industriali e dei banchieri potrebbero costruire davvero (Stati Uniti Socialisti d&#8217;Europa).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa prospettiva non può interessare il pensiero di Grillo, e la sua brillante operazione di marketing elettorale un tanto al chilo. Come non può interessare i ricchi evasori di Cortina che Grillo difende, o i suoi estimatori iperliberisti alla Pannella. Questa prospettiva può interessare solamente chi non ha altre ragioni da difendere che la liberazione degli sfruttati. Chi si  presenta davanti ai cancelli delle fabbriche, partecipa agli scioperi, si batte nelle strade e nelle piazze contro il potere. Chi vive insomma la lotta di classe nel mondo reale e nell&#8217;interesse del lavoro, non chi usa il mondo virtuale della rete internet  nell&#8217;interesse dell&#8217;impresa Casaleggio e dall&#8217;alto della villa di Sant&#8217;Ilario.</p>

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		<title>FdS: questione di strategia</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 16:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Volantini]]></category>
		<category><![CDATA[Dal Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Partito]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; (10 maggio) Il Segretario del PRC Paolo Ferrero ha rilasciato una lunga intervista a il Manifesto che è davvero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>(10 maggio)</em></p>
<p><span id="more-1559"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il Segretario del PRC Paolo Ferrero ha rilasciato una lunga intervista a il Manifesto che è davvero chiarificatrice, se ve n&#8217;era bisogno, della strategia politica della FDS: premere su Vendola e Di Pietro per formare insieme un&#8217;alleanza (“federata o confederata”) che possa negoziare successivamente l&#8217;alleanza nazionale col PD (“Insieme saremmo forti. Poi eventualmente sarà diverso anche discutere di alleanze.. smettiamo di aspettare il PD, iniziamo noi la partita”). Già, la “partita”. La partita è quella delle elezioni del 2013, o addirittura anticipate, cui si potrebbe andare con la legge elettorale attuale, dopo il terremoto del 6 Maggio. In questo scenario il PRC è pronto a rispolverare quel canovaccio dell&#8217; ”alleanza democratica” col PD che potrebbe garantirgli la soglia agevolata del 2% per rientrare in Parlamento. Una proposta su cui peraltro il PRC ha celebrato il suo ultimo congresso. Il fatto che questo significhi appoggiare il governo del centrosinistra (come Diliberto ha il coraggio di riconoscere apertamente) poco importa: l&#8217;essenziale sono i deputati, non le misure che saranno chiamati a votare. Come del resto dimostra l&#8217;esperienza tragica del sostegno delle sinistre “radicali” ai governi di centrosinistra degli ultimi 15 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco allora rivelato il senso ultimo attribuito alla manifestazione del 12: mostrare l&#8217;argenteria di cui si dispone per rilanciare la pressione su Vendola e Di Pietro, e indirettamente sul PD. L&#8217;appello sotto traccia è uno solo:” Non scaricateci. Tanto più dopo che ci siamo subordinati disciplinatamente al PD nelle amministrative di tutta Italia”.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; per questo che i gruppi dirigenti della FDS hanno scelto (negli ultimi giorni) di privare della parola in piazza il PCL, che avrebbe avanzato pubblicamente, col massimo ascolto, una proposta politica opposta: quella della più larga unità d&#8217;azione delle sinistre in contrapposizione non solo a Monti, ma anche al PD che lo sostiene”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto dunque ha una logica. Ma in questo caso è triste. Soprattutto quando si nasconde dietro la retorica dell&#8217;”unità a sinistra”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">_ _ _</p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p style="text-align: center;"><em>Testo del volantino destinato ai partecipanti della manifestazione della Federazione della Sinistra </em><em>il 12/05/2012 a Roma</em></p>
<h2 style="text-align: center;"><em><br />
</em></h2>
</div>
<h2 style="text-align: center;"><strong> PERCHE&#8217; FDS HA SCELTO DI NEGARE LA PAROLA AL PCL?</strong></h2>
<p style="text-align: center;">QUELLO CHE AVREMMO VOLUTO DIRE PUBBLICAMENTE, DAL PALCO,</p>
<p style="text-align: center;">A MIGLIAIA DI COMPAGNI E COMPAGNE E A TUTTE LE SINISTRE</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>Il nostro partito è stato costretto a revocare la propria adesione e  partecipazione a questa manifestazione, a causa dell&#8217;improvvisa  negazione del nostro diritto di parola sul palco, in contrasto con  l&#8217;accordo unitario precedentemente raggiunto.</p>
<p>Avevamo aderito un mese fa alla proposta pubblica di “una  manifestazione unitaria di tutte le sinistre di opposizione al governo  Monti”: che presuppone, da parte del soggetto promotore (FDS), il  riconoscimento pubblico della loro diversità. In questo senso era stato  garantito, in conclusione della manifestazione, il “microfono aperto”  anche al nostro partito. Invece tre giorni fa ci è stato comunicato il  “contrordine”: il PCL non potrà parlare. Perchè la manifestazione sarà  solo “una manifestazione di cartello della FDS , dei suoi alleati  internazionali, dei suoi interlocutori sociali e di movimento”. Scelta  legittima, naturalmente: ma allora perchè scomodare la bandiera  dell&#8217;”unità delle sinistre”? Che senso ha un appello formalmente  unitario anche alle sinistre politiche, se poi si nega il diritto  d&#8217;intervento a chi lo accoglie? O la bandiera dell&#8217;unità è solo la  coperta retorica che si usa sotto elezioni per chiedere la  subordinazione “unitaria” alle alleanze col PD (e talvolta con la UDC)?</p>
<p>Dal palco conclusivo della manifestazione, avremmo voluto comunicare   a migliaia di compagni e compagne una proposta politica pubblica  attorno a tre assi elementari:</p>
<p>- La rivendicazione del più ampio fronte unitario di lotta a sinistra  in contrapposizione al governo Monti ma anche al PD che lo sostiene (Perchè non si può denunciare Monti e contemporaneamente allearsi in  tutta Italia col suo principale supporto)</p>
<p>- La necessità di una svolta unitaria e radicale della mobilitazione  di massa contro il governo, in aperta contrapposizione alla linea  scandalosa della CGIL: che, per conto del PD, consente a Monti ciò che i  lavoratori avevano negato a Berlusconi.</p>
<p>- La necessità di un programma generale apertamente anticapitalista e  non solo “antiliberista”, in Italia e in Europa, capace di ricondurre  ogni lotta immediata all&#8217;unica possibile reale alternativa: quella della  rivoluzione sociale e del governo dei lavoratori. Contro tutte quelle  illusioni riformiste che sono state distribuite a mani basse attorno ai  Prodi, Yospin, Zapatero, e oggi Hollande: e che sono servite unicamente a  giustificare il voto delle sinistre “radicali” alla precarizzazione del  lavoro, alla detassazione dei profitti, alle guerre. E non solo in  Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; vero. Questa è un&#8217;impostazione diversa dell&#8217; ”unità a sinistra”.  Non la trasforma in un richiamo d&#8217;immagine o in un fattore di pressione  su Vendola e Di Pietro per negoziare “insieme” l&#8217;alleanza col PD (come  ha spiegato Paolo Ferrero su il Manifesto del il 10 Maggio). Ma l&#8217;assume  come parola d&#8217;ordine di rottura con tutti i partiti borghesi nella  prospettiva di un&#8217;alternativa di sistema: com&#8217;è naturale per i  comunisti.</p>
<p>Forse questa proposta pubblica è stata giudicata troppo imbarazzante  dai gruppi dirigenti della FDS, nel momento in cui, dopo il 6 Maggio,  si riapre “la partita delle alleanze”, a legge elettorale forse  immutata. Capiamo. Ma come si può costruire un fronte unitario di lotta a  sinistra senza un confronto aperto e pubblico tra posizioni diverse?</p>
<p>In ogni caso resta un fatto: la FDS ha scelto di negare la parola in  una manifestazione annunciata come “unitaria”, all&#8217;unico partito della  sinistra italiana già censurato totalmente, senza eccezioni, da tutti i  canali della comunicazione pubblica. E&#8217; una scelta legittima. Ma  francamente pesante. E di cui sarebbe onesto rivelare apertamente le  reali ragioni politiche.</p>

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		<title>12 maggio a Roma: il PCL ritira l&#8217;adesione</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[Corteo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
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		<description><![CDATA[(9 Maggio) &#160; Un mese fa la Federazione della sinistra aveva promosso un pubblico appello ad una manifestazione nazionale contro...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>(9 Maggio)</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un mese fa la Federazione della sinistra aveva promosso un pubblico appello ad una manifestazione nazionale contro il governo Monti rivolto all&#8217;insieme delle sinistre di opposizione.<span id="more-1540"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Com&#8217;è nostro metodo avevamo aderito alla manifestazione “unitaria”, dentro la politica più generale del fronte unico: ripromettendoci naturalmente di portare nella manifestazione, con un breve intervento dal palco, il nostro punto di vista anticapitalista e rivoluzionario. Diritto  che ci era stato peraltro assicurato dal segretario nazionale del PRC.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma a pochi giorni dalla manifestazione il diritto all&#8217;intervento del PCL viene revocato, dentro il quadro di una manifestazione di cartello della sola Federazione, aperto esclusivamente ai suoi alleati internazionali e a rappresentanze sociali di movimento. Prendiamo atto di questa scelta- in sé legittima- e revochiamo la nostra adesione e partecipazione alla manifestazione. Eravamo disponibili per una iniziativa realmente unitaria, rispettosa delle posizioni diverse e del loro diritto di pubblica espressione. Non siamo disponibili a fare i puri ascoltatori silenti dei comizi dei dirigenti riformisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci limitiamo alla constatazione di un fatto politico: una Federazione della Sinistra reduce da coalizioni in tutta Italia col Partito Democratico, e a volte persino con la UDC, sceglie di non dare la parola in piazza al Partito Comunista dei Lavoratori: e dunque alla battaglia per un fronte unico di classe di tutte le sinistre, pienamente autonomo e alternativo al PD. Non sappiamo se la scelta  è legata al possibile rilancio del centrosinistra dopo il 6 Maggio. Ma sappiamo che le scelte politiche, anche quelle legittime, hanno sempre un significato. Grande o piccolo.</p>

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		<title>Le elezioni del 6 maggio in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 11:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Costruire l'aternativa]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[(8 maggio) &#160; I risultati elettorali delle elezioni amministrative del 6 Maggio in Italia hanno un raccordo col senso generale...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>(8 maggio)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati elettorali delle elezioni amministrative del 6 Maggio in Italia hanno un raccordo col senso generale del voto europeo, ma con molte particolarità nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà necessaria una analisi più approfondita del voto e dei flussi. Ma è già possibile un giudizio politico d&#8217;insieme:</p>
<p style="text-align: justify;">il voto registra anche in Italia la crisi di consenso delle politiche di austerità e sacrifici imposte dalle classi dominanti sullo sfondo della crisi; ma la crisi di consenso delle politiche sociali si intreccia con la crisi specifica degli assetti del bipolarismo italiano e dei partiti borghesi. Penalizzandoli in misura diseguale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1536"></span></p>
<p style="text-align: justify;">LA PENALIZZAZIONE DEI PARTITI BORGHESI</p>
<p style="text-align: justify;">Il tracollo si concentra in particolare sul PDL, fino a ieri il principale partito borghese in Italia. Prima la crisi del governo Berlusconi e la sua caduta, che hanno privato quel partito della sua guida politica monocratica e del principale fattore di riconoscibilità pubblica; poi il sostegno del PDL a Monti in contraddizione con gli interessi della parte piccolo borghese popolare del proprio blocco sociale; infine la disarticolazione locale in numerose liste civiche- riflesso di un principio di possibile scomposizione- hanno determinato una disfatta elettorale diffusa, con poche eccezioni, sull&#8217;intero territorio nazionale. Il PDL è il primo sconfitto del voto.</p>
<p style="text-align: justify;">La Lega Nord evita il tracollo, e tiene l&#8217;immagine nazionale grazie al voto di Verona, che peraltro riflette nelle sue misure indubbie particolarità locali. Ma il coinvolgimento nei noti scandali e la guerra intestina hanno avuto un riflesso elettorale pesante. Non solo la Lega non riesce a capitalizzare a proprio vantaggio l&#8217;opposizione al governo Monti e il tracollo del PDL, ma arretra pesantemente nelle sue roccaforti lombarde, e sparisce nelle zone di più recente insediamento (centro Italia).</p>
<p style="text-align: justify;">Il cosiddetto Terzo Polo subisce una sconfitta elettorale significativa, appena attutita dall&#8217;accesso al ballottaggio a Genova. Non ha pesato solamente la disarticolazione interna del blocco terzo polista, spesso presentatosi frantumato al proprio interno. Ha pesato soprattutto la sua identificazione incondizionata nel governo Monti nel momento stesso della massima crisi di consenso del governo, e più in generale delle politiche d&#8217;austerità in Italia e in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il PD è l&#8217;unico partito borghese che regge l&#8217;impatto del voto, nonostante il proprio sostegno determinante al governo. Il PD ha beneficiato per effetto di rimbalzo della crisi verticale del PDL, della superiorità relativa del proprio insediamento territoriale, della disponibilità di un quadro di coalizione che il centrodestra ha smarrito. Ma al tempo stesso il coinvolgimento nel sostegno a Monti non è stato privo di conseguenze. Il PD ha “tenuto” ma ha subito una erosione diffusa di consensi in molteplici direzioni. Mentre resta del tutto irrisolto il nodo della sua prospettiva nazionale circa i rapporti con gli alleati (IDV, SEL, FDS) e col Terzo polo.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;AFFERMAZIONE DEL GRILLISMO</p>
<p style="text-align: justify;">La reazione di rigetto delle politiche dominanti e dei partiti dominanti non ha trovato il proprio canale principale di espressione nella sinistra di opposizione (come è avvenuto in Grecia, o su altre basi in Francia) ma nell&#8217;astensione crescente e soprattutto nel populismo equivoco di Beppe Grillo. Mentre le sinistre (SEL e FDS) tengono in sostanza le proprie posizioni, il Movimento 5 Stelle realizza un vero e proprio sfondamento, e rappresenta  senza dubbio il “vincitore” della prova elettorale del 6 Maggio. Il Grillismo ha polarizzato un elettorato di diversa provenienza politica ( PD, IDV, SEL, PDL, LEGA ) grazie ad un profilo d&#8217;immagine semplificato e senza marchio “ideologico” (Grillo “contro il Palazzo e i Politici ladri”); all&#8217;abile diversificazione dei messaggi sociali (con i precari e i disoccupati, ma anche con gli evasori di Cortina e contro i migranti); all&#8217;ostilità pubblica ricevuta da parte di tutti i partiti borghesi di governo, che gli hanno di fatto tirato la volata; alla potente amplificazione mediatica di cui Grillo ha goduto, e che è stata senza paragone col passato. L&#8217;alta astensione ha contribuito a sua volta a rafforzare le sue percentuali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo di Grillo resta concentrato soprattutto nelle città, più che nei piccoli centri, e nel Nord più che al Sud. Ma con una tendenza indubbia all&#8217;espansione nazionale del fenomeno. Che di fatto  riflette e contribuisce alla crisi della rappresentanza politica borghese.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">LA CRISI DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA E GLI EFFETTI DEL VOTO SUL GOVERNO</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati elettorali fotografano nel loro insieme la crisi della rappresentanza politica in Italia: da un lato la crisi del vecchio bipolarismo della seconda Repubblica, con la destabilizzazione verticale del partito berlusconiano , la crisi della Lega, le contraddizioni irrisolte del blocco di centrosinistra; dall&#8217;altro l&#8217;assenza ad oggi di un centro di gravità e di ricomposizione degli assetti politici. Lo stesso progetto di Casini di riorganizzare su un nuovo asse una rappresentanza centrale della borghesia italiana esce indebolito dal voto. Mentre la frammentazione complica le cose rispetto alla ridefinizione della legge elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa realtà è destinata a produrre nell&#8217;immediato effetti politici contraddittori sullo stesso governo Monti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un verso la crisi dei partiti politici dominanti, ed in particolare del PDL, congela in qualche modo il governo “tecnico”. Per altro verso quella stessa crisi complicherà la sua navigazione, proprio nel momento della massima crisi di consenso sociale delle sue politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare improbabile la precipitazione di una crisi di governo (elezioni ad Ottobre). Il PD resta scudiero di Monti, per conto della grande borghesia e di Napolitano. L&#8217;UDC e il Terzo Polo sono votati alla continuità del governo, non avendo altre carte di ricambio e altra base d&#8217;appoggio per il loro disegno di ricomposizione centrista. Il punto di massima sofferenza è il PDL, dove si confrontano apertamente opzioni diverse: ma una rottura  col governo non porterebbe benefici elettorali immediati, e la maggioranza del suo personale politico dirigente non vuole la rottura.</p>
<p style="text-align: justify;">Al tempo stesso, a meno di un anno dalle elezioni politiche,la crisi di consenso delle politiche del governo e la propria crisi politica spingerà i partiti dominanti ad una maggiore pressione negoziale sull&#8217;esecutivo. E Monti avrà più difficoltà che in passato ad equilibrarsi tra i blocchi sociali che PDL e PD gli hanno portato in dote (piccola e media borghesia, lavoro dipendente pubblico e privato). Anche perchè la recessione economica già in pieno corso in Italia (e in altri 11 Paesi europei) rende più difficile la gestione della stretta di bilancio imposta dal fiscal compact, riducendo ulteriormente il margine di manovra del governo nel rapporto coi blocchi elettorali dei partiti che lo sostengono.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto lascia pensare che il governo proseguirà, ma su uno sfondo sempre più terremotato dalla crisi politica nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">IL MOVIMENTO OPERAIO ALLA PROVA</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto più in questo quadro si misura la crisi di direzione del movimento operaio e dei movimenti di massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento della massima disarticolazione degli equilibri della “seconda Repubblica”, la subalterneità della CGIL al PD, e di riflesso al governo Monti, è di fatto il principale scudo conservativo del quadro politico dominante.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo la parola d&#8217;ordine della rottura col PD di tutte le sinistre politiche, sindacali, associative, di movimento, in funzione di una vertenza di lotta unificante attorno ad una piattaforma di mobilitazione indipendente, resta più che mai l&#8217;asse generale della nostra proposta politica immediata e del nostro intervento di massa.</p>
<p style="text-align: justify;">Come in Europa, anche i risultati elettorali italiani del 6 Maggio, seppur in modo distorto, spiegano che solo un&#8217;irruzione sulla scena politica del movimento operaio e della sua forza di massa può canalizzare la rabbia sociale attorno ad una prospettiva di vera svolta. E viceversa, dentro l&#8217;attuale atomizzazione delle lotte, senza lo sviluppo concentrato e radicale dell&#8217;azione di classe e di massa, la rabbia di ampi strati popolari finisce col disperdersi nella rassegnazione muta o nel populismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Più in generale la crisi politica del campo borghese, la crisi di consenso del governo Monti, rendono ancor più attuale una lotta generale del movimento operaio per una propria soluzione della crisi sull&#8217;unico terreno possibile: quello anticapitalistico e rivoluzionario. Il voto italiano ed europeo conferma indirettamente una volta di più un dato di fondo: o il movimento operaio dà la propria risposta radicale alla radicalità della crisi capitalista, ponendosi sul terreno della lotta per il potere dei lavoratori, o la disperazione sociale che si va cumulando cercherà altri canali e altri sbocchi. Contro i lavoratori.</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>Voto in Francia e in Grecia</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 14:44:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA CRISI EUROPEA SI APPROFONDISCE (7 Maggio 2012) &#160; I risultati elettorali del 6 Maggio in diversi paesi europei riflettono...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><strong>LA CRISI EUROPEA SI APPROFONDISCE</strong></h2>
<p><span id="more-1530"></span></p>
<p style="text-align: right;"><em>(7 Maggio 2012)</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati elettorali del 6 Maggio in diversi paesi europei riflettono la profonda crisi di consenso delle politiche dominanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti i governi borghesi, di ogni colore, subiscono una crisi di rigetto della maggioranza della società.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovunque, in forme diverse, il combinato della crisi sociale e della crisi politica dei governi alimenta una polarizzazione politica del voto, ben al di là del recinto della tradizionale alternanza.</p>
<p style="text-align: justify;">In Francia il rigetto di Sarkosy premia la socialdemocrazia francese, dentro l&#8217;alveo apparente di un normale ricambio di governo: ma l&#8217;ascesa combinata della sinistra riformista del Fronte de Gauche ( Malenchon) e soprattutto del movimento neofascista del Fronte Nazionale ( Le Pen)indebolisce la stabilità politica del ricambio, tanto più a fronte della continuità della crisi sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">In Grecia il ripudio di massa del massacro sociale imposto al popolo greco si traduce nel collasso elettorale dei due partiti di governo, ed in particolare della vecchia socialdemocrazia ( Pasok): spingendo ad una polarizzazione politica estrema tra la forte ascesa della sinistra riformista ( Syriza) da un lato, e la minacciosa avanzata di forze neonaziste ( Alba dorata) dall&#8217;altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne consegue un quadro di estrema instabilità politica che il prossimo governo di unità nazionale, sotto il peso della crisi, contribuirà ulteriormente ad alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le elezioni sono il termometro della crisi, non certo la sua soluzione. Dopo 5 anni di crisi capitalista e di enormi sacrifici sociali, la maggioranza della società esprime col voto una domanda di svolta. Ma il ritardo del movimento operaio nel costruire la propria alternativa alla crisi sociale, alimenta una massa critica di populismo reazionario, variamente composto, che è senza precedenti nell&#8217;Europa del dopoguerra. Questo è il fondamento sociale del voto del 6 Maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto più in questo quadro, le stesse forze beneficiarie, a sinistra, della domanda di cambiamento sono del tutto incapaci di darle una prospettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo socialdemocratico di Hollande agirà in tutto e per tutto dentro il quadro del capitalismo francese e dei suoi interessi in Europa. Il suo tentativo sarà quello di negoziare col capitalismo tedesco un nuovo equilibrio della politica comunitaria tra “rigore” di bilancio e spese per “la crescita”: e per questo Hollande riceve l&#8217;appoggio politicamente trasversale di quelle forze politiche europee interessate ad allentare la pressione della BCE ai fini della salvaguardia dei propri elettorati. Ma “aggiungere la crescita al rigore” significa in prosa una cosa sola: il rigore antioperaio continuerà dentro le maglie di un fiscal compact che lo stesso Hollande non mette come tale in discussione; mentre i possibili più ampi margini di spesa, già contenuti dal debito statale verso le banche, serviranno per lo più a finanziare il pagamento del debito alle imprese e alle banche, cioè la gestione del “rigore”. Nel frattempo la recessione economica in Europa continuerà a distruggere milioni di posti di lavoro. Il governo Hollande, già sostenuto dal borghese Bayrou ( il Casini francese), non darà alcuna svolta ai lavoratori francesi ed europei: sarà solo un capitolo delle politiche di austerità sullo sfondo di una crisi capitalistica irrisolta.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">A loro volta le sinistre riformiste di Francia e di Grecia sono incapaci per loro natura di rispondere alla gravità della crisi di cui sono elettoralmente beneficiarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Fronte de Gauche e Syriza sono due diverse riedizioni del bertinottismo italiano: retorica sociale, prosa immaginifica, vocazione ministeriale.</p>
<p style="text-align: justify;">Malenchon, già sostenitore appassionato dell&#8217;intervento militare imperialista in Libia, mira a conquistare una massa critica di consenso con cui negoziare con la socialdemocrazia da cui proviene. A questo fine non entrerà probabilmente nel governo Hollande, ma lo sosterrà “criticamente” dall&#8217;esterno (come Bertinotti fece col primo governo Prodi, votando l&#8217;introduzione del lavoro interinale). In ogni caso rimuoverà il proprio ruolo di opposizione a sinistra, lasciando alla destra peggiore la prateria dell&#8217;opposizione. Un disastro annunciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Syriza ha sicuramente raccolto una grande domanda di cambiamento a sinistra; ha capitalizzato il crollo del PASOK; ha beneficiato della politica immobile del KKE stalinista, interamente dedita ad una politica di divisione delle lotte funzionale alla pura autoconservazione del proprio spazio politico e istituzionale. Ma il suo programma di negoziazione del debito greco, contro la proposta del suo annullamento; la sua proposta di un controllo pubblico sulle banche private, contro la rivendicazione della loro nazionalizzazione; le sue illusioni su una possibile “Europa sociale e democratica” in ambito capitalistico, contro la rivendicazione degli Stati Uniti Socialisti d&#8217;Europa, la confinano nell&#8217;ambito di un riformismo impotente, del tutto incapace di tracciare una via d&#8217;uscita dalla crisi. Così ha commentato un inviato de Il Manifesto a pochi giorni dal voto: “Il programma di Syriza è in realtà talmente moderato da poter piacere a tutte le forze semplicemente antiliberiste”. C&#8217;è poco da aggiungere. Se non che il puro antiliberismo ha poco da dire di fronte alla crisi strutturale del capitalismo europeo, e al fallimento in essa dell&#8217;interventismo pubblico keynesiano degli Stati.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità è che la crisi europea ripropone con più forza il nodo di fondo: o il movimento operaio imporrà la propria soluzione della crisi con un&#8217;azione rivoluzionaria di massa, o la profondità della crisi capitalista trascinerà contro il movimento operaio la barbarie sociale e la reazione politica. Sullo sfondo della più grande crisi capitalista degli ultimi 80 anni, rivoluzione e reazione tenderanno a confrontarsi come negli anni 20 e 30.</p>
<p style="text-align: justify;">La costruzione di partiti rivoluzionari in tutto il continente è l&#8217;unica risposta vera alla disperazione sociale che percorre l&#8217;Europa. E l&#8217;unica risposta di fondo alla stessa minaccia reazionaria.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Marco Ferrando</strong></p>

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		<title>Il Primo Maggio a Cosenza contro il governo delle banche</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 21:46:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pcl Cosenza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Ecco il volantino distribuito &#160; La festa dei lavoratori a Cosenza torna nelle piazze. Con le sue manovre di...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_striscione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1511" title="foto_striscione" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_striscione.jpg" alt="" width="576" height="432" /></a></p>
<p><span id="more-1510"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il <a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/1maggio1.jpg">volantino distribuito</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>La festa dei lavoratori a Cosenza torna nelle piazze.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con le sue manovre di smantellamento dei diritti civili e dei lavoratori e di aumento indiscriminato delle tasse e delle imposte, il Governo Monti, con l&#8217;appoggio dell&#8217;improbabile coalizione PD-UDC-PDL, sta facendo pagare alle famiglie, ai giovani ed ai pensionati la crisi causata dai banchieri.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sud, da decenni usato come banca di voti da faccendieri locali e nazionali, ripagato con sistematico disinteresse da parte dei Governi centrali i quali preferiscono relegarlo a periferia energetica e discarica del resto del paese, sembra ritrovarsi ad un secolo fa, quando i padri di famiglia erano costretti a lasciare i propri cari per cercare fortuna altrove.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per questo era importante stare in piazza per proporre un&#8217;alternativa, l&#8217;unica possibile, di fronte ad un liberismo disastroso ed ad una classe politica indecente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i partiti della sinistra infatti sono impegnati, nelle varie elezioni locali, a portare voti alle solite, ennesime, disastrose coalizioni col Partito Democratico, quello stesso PD che appoggia Monti, la sezione “Adolfo Grandinetti” del Partito Comunista dei Lavoratori, insieme a collettivi studenteschi, movimenti territoriali e sindacati di base, riempie la piazza per rendere il primo maggio di Cosenza una vera “festa dei lavoratori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una piazza che ha visto, come in altre parti d&#8217;Italia, la presenza immotivata e massiccia di uomini e mezzi delle forze dell&#8217;ordine, ma che senza timore è stata caratterizzata da parole d&#8217;ordine chiare. Una su tutte: la proposta di una grande mobilitazione sociale per licenziare il governo delle banche e far pagare la crisi a chi l&#8217;ha causata ed a chi non ha mai pagato.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1514" title="foto_1" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_1.jpg" alt="" width="432" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: center;">_ _ _</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_comizio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1515" title="foto_comizio" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_comizio.jpg" alt="" width="504" height="378" /></a>_ _ _</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_comizio_2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1516" title="foto_comizio_2" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_comizio_2.jpg" alt="" width="504" height="378" /></a>_ _ _</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg">
<a href='http://www.pclcalabria.it/wordpress/?attachment_id=1511' title='foto_striscione'><img width="150" height="150" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_striscione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto_striscione" title="foto_striscione" /></a>
<a href='http://www.pclcalabria.it/wordpress/?attachment_id=1514' title='foto_1'><img width="150" height="150" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto_1" title="foto_1" /></a>
<a href='http://www.pclcalabria.it/wordpress/?attachment_id=1515' title='foto_comizio'><img width="150" height="150" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_comizio-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto_comizio" title="foto_comizio" /></a>
<a href='http://www.pclcalabria.it/wordpress/?attachment_id=1516' title='foto_comizio_2'><img width="150" height="150" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_comizio_2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto_comizio_2" title="foto_comizio_2" /></a>
<a href='http://www.pclcalabria.it/wordpress/?attachment_id=1517' title='foto_bandiera'><img width="150" height="150" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="foto_bandiera" title="foto_bandiera" /></a>
<a href='http://www.pclcalabria.it/wordpress/?attachment_id=1519' title='striscione'><img width="150" height="150" src="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/striscione-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="striscione" title="striscione" /></a>
</p>
<p></a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"> </a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"> </a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"> </a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"></a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"> </a></p>
<p><a href="http://www.pclcalabria.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/foto_bandiera.jpg"></a></p>

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